La ripresa: Collas prosegue da solo

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Maggio 1971

Venerdì 9 maggio, la CGT pubblica un volantino nel quale si annuncia che la direzione ha concesso tre franchi all'ora sul premio di produzione. Su questa base, chiama gli operai a riprendere il lavoro.

Con 12.075 voti contro 6.866, il personale decide la ripresa del lavoro.

Ma nel settore Collas dove è cominciato lo sciopero, la grande maggioranza è a favore del proseguimento della lotta.

Lunedì 12 maggio, il lavoro deve dunque riprendere. Ma il Comitato di Sciopero stima che se lo sciopero deve cessare, la ripresa si deve fare con ordine, come l'avvio del conflitto.

Convoca quindi gli operai ad un comizio fin dalla mattina alle ore 8. Ma gli operai non sono affatto decisi a capitolare.

Il responsabile del Comitato di Sciopero, Pierre Bois spiega allora:

"Se non abbiamo potuto fare indietreggiare la direzione sulla rivendicazione essenziale dei dieci franchi sulla paga base allorché tutta la fabbrica era in sciopero, sarebbe utopico sperare la vittoria col proseguire la lotta in un unico settore.
Malgrado tutto non possiamo accettare una sconfitta".

Propone di proseguire la lotta fino al pagamento delle ore di sciopero.

L'ispettore del Lavoro viene e tenta di demoralizzare gli scioperanti, cantando loro il ritornello "dell'impedimento alla libertà del lavoro". Ciò non cambia niente. I lavoratori votano con una fortissima maggioranza per la proposta del responsabile del Comitato di Sciopero.

Si organizza la solidarietà. Nella sola giornata del lunedì della ripresa, 50.000 franchi sono raccolti negli altri settori della fabbrica che hanno ripreso il lavoro, i quali dimostrano così che non sono affatto ostili agli scioperanti di Collas.

La CGT sta intensificando la sua campagna di denigrazione e calunnia definendo gli scioperanti "innervositi", "agitati", "separatisti" ed esigendo che il ministro del Lavoro, Daniel Meyer, prenda le decisioni necessarie per fare funzionare la fabbrica.

Ma il settore Collas non gira, sta paralizzando il resto della fabbrica e la direzione ne è preoccupata. Fa sapere al Comitato di Sciopero che è pronta a ricevere una delegazione del Comitato di Sciopero, ma "accompagnata da delegati regolarmente eletti". Il Comitato di Sciopero accetta.

E' chiaro che la direzione vuole salvare le apparenze col ricevere in modo non ufficiale il Comitato di Sciopero. Ma ognuno capisce tale stratagemma giuridico e nessuno vede una compromissione nel farsi accompagnare da delegati che sono sempre stati ostili al movimento.

Questi ultimi d'altronde non si sentono affatto a disagio nel compromettersi con gli "hitlero-trostkisti" del Comitato di Sciopero, troppo contenti dell'onore fatto dal padrone quando chiede loro, in quanto buoni servitori, di aprire la sua porta agli "innervositi".

Il presidente direttore generale comincia un discorso nel quale mette in guardia il Comitato di Sciopero contro i pericoli di una continuazione del conflitto: pericolo per l'impresa, pericolo per la nazionalizzazione, pericolo per gli operai.

Pierre Bois gli fa osservare che, al punto in cui siamo, gli sarebbe molto facile allontanare questi pericoli col concedere il pagamento delle ore di sciopero.

Pierre Lefaucheux cerca allora di giocare la carta sentimentale:

- So, signor Bois, che se dice ai suoi compagni di riprendere il lavoro, lo faranno, e le chiedo di farlo".

A queste parole, Pierre Bois freme:

- Mi chiede di tradire i miei compagni, è inutile proseguire tale discussione".
- "Non si arrabbi, signor Bois, non la volevo offendere".
- "L'ha fatto, ma se pensa che i lavoratori siano pronti a capitolare, ci può andare lei stesso a chiederlo loro".

E un colpo di poker, Pierre Bois pensa che Lefaucheux stia per sottrarsi.

- "Ebbene, sono d'accordo. Vado a rivolgermi a loro".
- "Bene, daremo notizia della sua visita".

I membri del Comitato di Sciopero escono, seguiti da Lefaucheux e dai suoi direttori.

Alcuni compagni partono avanti per preparare un podio per il direttore : la piattaforma ben oleosa di un camion.

Arrivato nel reparto, Pierre Bois sale per primo sul podio improvvisato e chiama gli operai.

Rivolgendosi a Lefaucheux davanti agli operai radunati, dice:

- "Signor direttore, qui è un settore in sciopero. In quanto responsabile del Comitato di Sciopero, spetta a me accoglierla e presentarla ai miei compagni.
Compagni, ecco qua il signor Lefaucheux che vi viene a chiedere di sabotare voi stessi il vostro movimento. Non vuole pagare le ore di sciopero, ma vi vorrebbe vedere riprendere il lavoro. Crede che voi non avete tanta voglia di proseguire lo sciopero e che, se non riprendete il lavoro, ciò sarebbe a causa della mia cattiva influenza. Gli ho proposto di venire a influenzarvi nell'altro senso e sta provando a farlo. Signor direttore, a voi la parola".

Lefaucheux è pallido.

- "Non è molto sportivo", dice.

Poi fa il suo discorso in un silenzio gelido. Quando finisce, gli operai lo riaccompagnano come si conviene ad un direttore, ciascuno reclamandogli il pagamento delle ore di sciopero e i dieci franchi.