La CGT prende il treno in marcia

Maggio 1971

L'indomani martedì 29 aprile, fin dal mattino, ci sono 12.000 scioperanti. La CGT tenta allora una manovra. Organizza uno sciopero dalle 11 alle 12 per sostenere le sue rivendicazioni. Non si lascia imbrigliare nessuno. Quelli che non erano finora in sciopero staccano alle 12, ma non riprenderanno il lavoro. Da questo momento lo sciopero è totale in tutta la fabbrica.

Nel pomeriggio, un corteo di più di 2.000 scioperanti di Collas va verso la direzione. Lefaucheux è assente, è al ministero. Alla sera, quando torna, il numero dei dimostranti è nettamente scemato, quindi rifiuta di ricevere il comitato di sciopero. Tenta anche di giocare a fare il duro:

"Nella Resistenza mi chiamavano Comandante Gildas" volendo dimostrare così che non si lascia influenzare.

L'indomani mercoledì 30 aprile, il comitato centrale di sciopero che si è costituito intorno al comitato di sciopero di Collas dà l'ordine di sciopero generale in tutta la fabbrica.

In realtà, lo sciopero è già effettivo dal giorno prima, ma il comitato di sciopero, dando quest'ordine, in nome delle numerose delegazioni che hanno costituito un Comitato Centrale di Sciopero di 105 membri, vuole assolutamente prendere la responsabilità del movimento.

La CGT, con un volantino calunniatore, annuncia un comizio per la sera nel giardino pubblico Henri-Barbusse. Poi, alla fine, decide di tenere il suo comizio nell'Isola Seguin, con lo scopo di riprendere in mano la situazione.

Nello stesso tempo, il Comitato Centrale di Sciopero delibera. Ad un tratto, vengono ad informarlo che commandi della CGT stanno "spazzando" i picchetti di sciopero. Il Comitato Centrale di Sciopero interrompe la seduta e si porta nell'Isola dove tenta senza successo di parlare al comitato CGT.

Al ritorno, alcuni scalmanati della CGT minacciano di sbarazzarsi dei membri del Comitato di Sciopero gettandoli nella Senna. S'intromettono degli operai e, finalmente, tutto ritorna alla calma.

Di sera, gli stalinisti si organizzano per venire a scacciare gli scioperanti di Collas che occupano il loro dipartimento.

Si organizza la difesa: casse di bulloni, d'ingranaggi, aria compressa per polverizzare acido, ecc... Scoprendo che gli scioperanti di Collas sono pronti alla risposta, i membri della CGT rinunciano al loro progetto.

Giovedì 1° maggio, la sfilata della CGT ha luogo dalla Piazza della République alla Piazza della Concorde. Il Comitato di Sciopero tira un volantino in 100.000 esemplari, che è diffuso sul percorso della sfilata.

Questo volantino che chiama allo sciopero generale è stampato nelle imprese di stampa Réaumur. Gli operai di questa impresa devolvono il loro salario per la tiratura di questo volantino in segno di solidarietà.

Lungo il percorso della dimostrazione del Primo maggio, numerosi diverbi, talvolta violenti, hanno luogo tra i membri del servizio d'ordine CGT e gli scioperanti ai quali si sono uniti membri dei Giovani Socialisti.

Il 2 maggio, il Comitato di Sciopero manda numerose delegazioni alle porte delle imprese per chiamare i lavoratori alla lotta.

Dappertutto incontrano la simpatia dei lavoratori che, in vari settori, cominciano anche loro a scioperare. Ma il più delle volte gli stalinisti del Partito comunista provocano delle risse e il lavoro riprende. Per esempio, alla Citroën di Piazza Balard e alla SNECMA di Viale Kellerman.

Nella fabbrica, la CGT intensifica la sua campagna di calunnie. Organizza un referendum pro o contro la continuazione dello sciopero, avvertendo i lavoratori che la soluzione del conflitto dipende da una decisione del governo. 21.286 lavoratori prendono parte alla votazione: 11.354 si esprimono per la continuazione dello sciopero; 8.015 si esprimono per la ripresa del lavoro; 1.009 votano scheda nulla; 538 si astengono.

La CGT s'inchina davanti a questa decisione dei lavoratori, ma continua la sua campagna di denigrazione.

Il Comitato di Sciopero è informato, tramite impiegati che lavorano negli uffici, che persone "altolocate" potrebbero combinare un incontro col Ministro del Lavoro Daniel Meyer.

Non volendo trascurare nessuna possibilità di conclusione del conflitto, una delegazione del Comitato di Sciopero si reca da un certo signor Gallienne.

Molto presto, i delegati si rendono conto che sono da un ex-uomo di Louis Renault che vorrebbe provare a manovrare il Comitato di Sciopero in un'operazione anti-nazionalizzazione. Fermano a questo punto ogni discussione.

L'8 maggio, il Comitato di Sciopero ottiene un incontro con un deputato del partito MRP, Beugniez, presidente della Commissione del Lavoro al Parlamento.

Quel signore vuole soprattutto vedere se ci sono in questo conflitto degli elementi anti-CGT che potrebbero favorire la CFTC.

Gli diciamo ciò che pensiamo di lui ed è veramente deluso quando constata la nostra determinazione.