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Per un'altra Europa, non tolleriamo più la disoccupazione, i licenziamenti e la miseria !
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Lista guidata da $$bArlette Laguiller e $$bAlain Krivine
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presentata da $$bLutte Ouvrière e la $$bLigue Communiste Révolutionnaire
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Queste elezioni offrono la possibilità di esprimersi sull'Europa, ma anche di dire che i lavoratori e i disoccupati sono stufi
dei licenziamenti, stufi della disoccupazione, stufi della povertà, mentre i benefici delle imprese esplodono e mai come oggi i
ricchi si arrichiscono.
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L'Europa unita, senza frontiere tra i popoli, questo è l'avvenire.
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Ma l'Europa che pretendono costruire non ha niente a che vedere con gli interessi dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani.
E' concepita per accrescere i profitti degli industriali e dei gruppi finanziari. La loro Europa è quella dello sfruttamento,
una fortezza delle multinazionali.
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La loro Europa non è democratica. Il parlamento europeo è solo un paravento per il potere discrezionale della "commissione
europea" nata dai mercanteggiamenti tra i governi e sottomessa alle potenze del denaro.
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Bisogna imporre :
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- Un'Europa dei diritti democratici, dove le popolazioni controllino le decisioni;
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- Un'Europa dei diritti uguali, a cominciare dal diritto di voto per tutti quelli che ci vivono, lavorano, studiano. Tutte le
leggi discriminatorie vanno soppresse. Tutti i "senza-visto" vanno regolarizzati.
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- Un'Europa dell'uguaglianza reale, sociale e civica tra uomini e donne.
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- Un'Europa dove l'aborto sia libero e gratuito dappertutto e messo alla portata di tutte quelle che hanno fatto questa scelta.
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- Un'Europa rispettosa dell'ambiente, che controlli le industrie inquinanti, che esca dal tutto-nucleare, mentre la logica
capitalistica del profitto massimo sacrifica la natura così come sacrifica le donne e gli uomini.
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- Un'Europa che annulli i debiti del terzo mondo, già rimborsati parecchie volte ai banchieri, un'Europa che pianifichi lo
sviluppo con i paesi del Terzo-Mondo, mirando a soddisfare i bisogni fondamentali di tutti.
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-Un'Europa dalla quale siano banditi la guerra, gli interventi militari delle grandi potenze e la "pulizia etnica". Un'Europa
che riconosca il diritto dei popoli a disporre di loro stessi.
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L'Europa che si costruisce oggi, con più di 20 milioni di disoccupati e più di 60 milioni di poveri, è ammalata di
disoccupazione, di disuguaglianze, di miseria, di razzismo.
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Eppure non sono le frontiere che ci proteggono dalla disoccupazione. I nostri governi non hanno aspettato l'euro e i trattati
europei per imporre una politica d'austerità. Le politiche che portano alla moneta unica, la banca centrale, e i trattati
europei di Maastricht e Amsterdam, hanno generalizzato e coordinato su scala europea la riduzione delle spese sociali.
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Hanno scelto di prendersela, non con le grandi fortune, ma con le classi lavoratrici, a sfavore dei posti di lavoro e dei
salari, privatizzando e smantellando i servizi pubblici, imponendo una politica agricola che non prende in considerazione né le
popolazioni rurali, né la fame nel mondo.
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A destra, siano essi per più Europa o meno Europa, sono per la stessa politica filopadronale che colpisce gli sfruttati e gli
oppressi. In quanto a Le Pen-Mégret, sono i nostri peggiori nemici : vogliono aggravare questa politica coll'attaccarsi ancora
di più ai lavoratori, a cominciare dagli immigrati.
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Ma il governo Jospin, come i precedenti, rifiuta di attingere agli enormi profitti delle grandi imprese, unico modo per
finanziare la creazione di posti di lavoro utili, in numero sufficiente per riassorbire la disoccupazione e la precarietà.
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Il governo Jospin sta moltiplicando i regali al grande padronato che prosegue nel licenziare e nel generalizzare il lavoro
precario e l'imposizione del tempo parziale, le cui prime vittime sono i giovani e le donne. Il diritto di andare in pensione è
messo in discussione. I pensionati vengono sempre più tassati e costretti a pagare di più alla previdenza sociale, mentre
dalla parte dei ricchi l'imposta sulle grandi fortune rende meno dell'imposta per la televisione. Il governo prosegue
nell'applicazione del piano Juppé, sta privatizzando Air France e France Telecom, rifiuta di aumentare i sussidi sociali
minimi. La sua politica, convergente con il "patto di stabilità" europeo, impone un'austerità perpetua. Non è serio
pretendere di "riorientare l'Europa", pur sostenendo la politica di questo governo, come fa il Partito comunista.
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Sarà la lotta collettiva dei salariati, dei disoccupati, senza frontiere, a difendere gli interessi della stragrande
maggioranza della popolazione.
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Per porre fine al dramma individuale e collettivo rappresentato dalla disoccupazione, occorre togliere al padronato e ai
finanzieri il controllo assoluto che esercitano sull'economia, il che vuol dire :
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- Smettere tutti i regali dello Stato al gran padronato : sovvenzioni, sgravi fiscali, diminuzione della parte padronale negli
oneri sociali;
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- Utilizzare il denaro così risparmiato affinché lo Stato ricrei occupazione nella sanità, nei trasporti pubblici, nella
pubblica istruzione;
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- Dare la precedenza a servizi pubblici di qualità, smettere la loro privatizzazione ed estendere il settore pubblico alle
imprese che traggono profitti dai bisogni elementari della popolazione : distribuzione dell'acqua, industria farmaceutica...
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- Vietare i licenziamenti collettivi. Le imprese che fanno miliardi di profitti e licenziano lo stesso, non devono rimanere
nelle mani dei padroni, vanno requisite;
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- Imporre in tutta Europa la riduzione massiccia del tempo di lavoro settimanale, dalle 35 ore alle 30 ore senza diminuzione di
salario, senza una flessibilità che permette ai padroni di cambiare gli orari di lavoro a loro piacere;
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- Allineare i contratti collettivi al livello delle migliori condizioni salariali e di lavoro in Europa. Bisogna sopprimere le
attuali disparità che mantengono la concorrenza tra i lavoratori, garantire un salario minimo europeo che sia al livello del
paese dove è più alto.
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- Occorre tassare molto di più gli alti redditi e tassare pesantemente i profitti speculativi. Occorre mettere sotto controllo
tutto il sistema bancario e la Banca centrale europea. I benefici accumulati dalle grandi imprese devono servire a sopprimere la
disoccupazione, invece di alimentare i circuiti finanziari che minacciano l'economia di una catastrofe maggiore.
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E per fare sì che queste misure non rimangano sulla carta, occorre rendere pubblici i reali conti delle grandi imprese, come i
conti in banca dei loro grandi azionisti, affinché i salariati, i consumatori, tutta la popolazione, possano avere un controllo
sul loro funzionamento oggi segreto. Questo sarebbe, allo stesso tempo, il miglior modo di porre fine agli scandali
politico-finanziari.
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Votare per la lista Lutte Ouvrière - Ligue Communiste Révolutionnaire significa :
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- Approvare un piano di emergenza, per un'Europa senza disoccupazione e senza miseria;
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- votare il più a sinistra possibile, dimostrare in modo radicale la sua opposizione alla destra e fare da contrappeso
all'estrema destra;
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- Esprimere la propria opposizione decisa alla politica attuata dal governo;
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- Opporsi chiaramente ad ogni ripiegamento nazionalistico. I lavoratori di tutti i paesi hanno gli stessi interessi e l'unica
frontiera da considerare è quella che separa gli sfruttatori dal mondo del lavoro.
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Votando per la lista guidata da Arlette Laguiller e Alain Krivine, potete eleggere al Parlamento europeo delle donne e degli
uomini che in quella sede difenderanno gli interessi dei lavoratori, rimarranno fedeli ai loro impegni e saranno al vostro
fianco per preparare le lotte collettive di domani.
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