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L'Iraq obiettivo e vittima delle grandi manovre dell'imperialismo - Cercle Léon Trotsky
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8 novembre 2002
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I problemi sollevati dall'invasione...
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Sebbene sia ancora impossibile oggi dire se i dirigenti americani faranno la guerra all'Iraq, e in questo caso in che modo la
faranno, è evidente che si sono dati i mezzi militari per potere farla appena la decidono. E' quello che si può dedurre dai
movimenti di truppe verso il Kuwait e gli Emirati, da più di un mese o dal posizionamento di numerosi bombardieri B52 e B2
sulle basi dell'Oceano indiano.
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Ciò che è sicuro è che per rovesciare Saddam Hussein i dirigenti americani dovrebbero ricorrere ad un'operazione militare. Ma
se lanciano tale operazione, non potranno più permettersi di non andare fino in fondo. Nel 1991, hanno potuto scegliere di non
farlo, perché già potevano presentare la liberazione del Kuwait come una vittoria sufficiente. Ma questa volta questa opzione
non c'è.
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La realizzazione di un tale obiettivo pone tutta una serie di problemi che possono ancora fare indietreggiare i dirigenti
americani, o almeno farli esitare.
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Bush può stimare per esempio che godrà del sostegno dell'opinione americana se la sua spedizione militare si svolge
rapidamente, anche se ci sono vittime nei ranghi americani. Ma come può essere sicuro che le cose andranno così ?
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Il problema per Bush è che questo non dipende solo dai mezzi militari dispiegati dagli Stati Uniti, che comunque sono di gran
lunga superiori a quelli dell'Iraq, ma ancora di più dalle reazioni della popolazione irachena. Allora come reagirà questa, di
fronte ad un'invasione americana ? Accoglierà i soldati americani come liberatori, come sono stati accolti nel Kuwait nel 1991
? O al contrario l'invasione americana si scontrerà con una reazione della popolazione che potrebbe serrare le file intorno al
regime ?
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Ma le truppe americane furono accolte come liberatrici dai Kuwaitiani perché, per questa popolazione composta in maggioranza di
redditieri, questo significava il ritorno alla vita agiata di cui godevano prima dell'invasione irachena. Ma per le masse
irachene un'invasione americana non significherebbe niente di tutto ciò. Tutt'al più potrebbero aspettarsene la fine delle
sanzioni e una ricostruzione del paese che necessiterebbe molti anni ed anche decenni, ma niente che potrebbe farla uscire dalla
povertà.
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Invece bisogna lo stesso ricordarsi che per le masse arabe in generale, e per la popolazione dell'Iraq in particolare, gli Stati
Uniti sono stati innanzi tutto gli istigatori di brutti colpi che hanno insanguinato il Medio Oriente, e i responsabili di
questi dodici anni di sanzioni e bombardamenti periodici. E passano anche per il principale sostegno della politica abietta
condotta da Israele con il popolo palestinese.
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Ciò che è vero per le masse arabe lo è anche per le masse curde. Niente garantisce neanche che queste vedranno con simpatia
un'invasione americana. Senz'altro la popolazione curda ha sofferto delle sanzioni economiche un po' meno del resto della
popolazione irachena e una parte ha beneficiato di una relativa protezione contro il regime di Saddam Hussein grazie alle zone
autonome imposte a Bagdad all'indomani della guerra del Golfo. Ma la popolazione curda può anche ricordarsi del modo in cui
Washington le ha ritirato il suo sostegno a più riprese, proprio nel momento in cui era minacciata da un'offensiva irachena.
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Quanto ad appoggiarsi sulle organizzazioni nazionalistiche per ottenere l'appoggio della popolazione curda, sarebbe per gli
Stati Uniti come servirsi di un'arma a doppio taglio. Infatti che garanzia ci sarebbe allora che le concessioni fatte a queste
organizzazioni si tradurrebbero in un risorgimento del nazionalismo curdo in tutta la regione, e particolarmente in Turchia, il
che potrebbe destabilizzare questo pilastro regionale dell'imperialismo ?
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Infine i rischi di un'invasione non si limitano al solo territorio iracheno. Cosa sarà la reazione delle masse arabe povere nel
resto del Medio Oriente? Non c'è forse la possibilità, in paesi come l'Egitto o la Giordania per esempio, che facciano
esplodere la loro collera, e quindi il rischio di destabilizzare le dittature legate all'imperialismo che sono al potere ? E al
tempo stesso, il fatto che gli Stati Uniti attaccano l'Iraq, non rischia forse di indebolire il sistema di dominio imperialista
nel Medioriente, invece di rafforzarlo ?
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